L’America brutale in una favola dark - La Repubblica


02/12/06 La Repubblica

L'America brutale in una favola dark

di Leonetta Bentivoglio

Mysterious Skin è l’opposto di una lettura edificante. E’ un libro duro e acido, una favola dark che parla di cose lontane e vicine. E’ un quadro dell’America brutale e nichilista (la stessa di Mystic River) e un mosaico di atroci storie quotidiane che somigliano a quelle delle nostre cronache: pedofilia, famiglie allo sbando, genitori distratti, adolescenti fragili e troppo sessualmente stimolati. Tutto vi scorre in modo nitido, minuzioso, amaro e freddo. Ed è proprio nella totale assenza di riscatto e sentimentalismo che vive il suo fascino allarmante. Romanzo d’esordio di Scott Heim, giudicato dai massimi recensori americani uno degli attuali giovani scrittori più dotati e promettenti, è divenuto l’anno scorso un film del cineasta indipendente Gregg Araki, molto applaudito ai festival, e di effetto arduo nella sua spietata crudezza.
Sullo sfondo di una squallida cittadina del Kansas due bambini, Brian e Neil, sono vittime della libidine del loro allenatore di baseball, tipico maiale yankee prodigo di perversioni e mascherato da un aspetto perbenista. Brian, complessato e introverso, rimuove la violenza subita e crede di avere avuto a che fare con gli Ufo, operando una cancellazione hitchcockiana su cui per molti anni s’arrovella. Neil, figlio di madre alcolizzata ed esibizionista, accetta con voluttà masochistica il suo seduttore e anzi lo incorona come proprio mito. Malinconico, ribelle alla Gus Van Sant, finirà per diventare un prostituto gay con ossessioni autopunitive. Ruotano e osservano i personaggi intorno a loro, tutti coetanei: l’amica di uno, la sorella di un altro, il compagno di entrambi. Protagonisti e comprimari narrano i fatti “in soggettiva”, attraverso capitoli svelti e di volta in volta firmati dal narrante.
Niente di compiaciuto o di provocatorio. Nessun apologo morale. Tutto è descritto (non interpretato) con stile secco e credibilità di situazioni. Con l’esito di un testo lancinante, senza pace né sogni.