04/10/05 www.bazarweb.info UPPER READERS RAGAZZO DI ZUCCHERO di Ciro Bertini Ricordate le polemiche sulle scuole di scrittura creativa? E’ ormai roba di ventanni fa. Nate in America, si temeva che, considerate le rigide regole impartite dai docenti - sia nella fase di montaggio della storia che nella sua descrizione (improntata al rigore dello scrivere bene) – potessero appiattire lo stile dei nuovi autori a uno standard omogeneo. Niente di più falso. E a dimostrarlo c’è la varietà della produzione di scrittori che hanno frequentato tali scuole. Che per fortuna si sono diffuse anche in Italia. Con il risultato che oggi è raro imbattersi in un esordiente che non sappia scrivere o sfruttare appieno lo sviluppo di un’idea interessante. L’unico limite, semmai, è che ci sono in giro molti validi scrittori di racconti e ben pochi romanzieri. Queste considerazioni vengono in mente girandosi per le mani Ragazzo di zucchero di Ken Harvey, uno che prima ha frequentato e che ora insegna in una scuola di scrittura creativa del Massachusetts. Raccolta di novelle-gioiello, brillanti e intense da ogni angolo uno le guardi, prismi che lasciano intravedere nitidamente quanto la vita possa essere a tratti dolente o esaltante. Storie che raccontano la perdita. Di genitori, amici, amanti. Perdita reale o emotiva, momentanea o definitiva, portatrice di sconquassi ma anche di nuove direzioni. La sofferenza è lasciata intuire, accennata a colpi di pennello, riferita seccamente, quasi sempre trattata con l’understatement dell’ironia. Significativo a questo proposito il bellissimo Rovesciando le mucche, in cui il protagonista, dopo aver subito da piccolo una sconvolgente manipolazione paterna attraverso il richiamo del gioco, ormai adulto e di fronte alla morte del padre, trova il modo di afferrarsi a un appiglio. E si salva. Colonna sonora: YANN TIERSEN Le retrouvailles |
