Cassero – Il giardino perduto


di Elisa Manici

Durante l’estate del 1941 Gwen davis, botanica trentacinquenne, lascia Londra per entrare nella Land Army, un corpo paramilitare di agricoltrici che si occupano di coltivare la terra per rifornire la nazione in tempo di guerra. Nella tenuta del Devon, la vita solitaria e i sentimenti di inadeguatezza di cui Gwen ha sempre sofferto subiranno una salutare scossa, complici Jane, ragazza tormentata che vive nell’attesa del fidanzato disperso in volo, e Raley, insolito capitano dell’esercito canadese. Ma l’elemento che più influenzerà il suo cambiamento è la scoperta di un giardino abbandonato, che Gwen vive dapprima come una dedica d’amore cifrata da scoprire analizzando le piante che lo compongono, poi a poco a poco come parte di sé. Le tre sezioni del giardino, Desiderio, Perdita e Fedeltà, sono a un certo livello, i temi fondamentali del libro, espressi attraverso le descrizioni delle piante e le lucide riflessioni di Gwen, oltre che dalle vicende di persone a cui la guerra ha divelto il cuore. Storie che si intrecciano con quella del protagonista, che proprio in questa situazione riesce ad ammettere di desiderare e di provare emozioni che la fanno sentire completamente viva: “Ogni storia parla di morte. Ma forse,s e siamo fortunati, la nostra storia di morte è anche una storia d’amore.”
La figura di Virginia Woolf accompagna tutto il racconto. Durante il viaggio Gwen legge sul giornale che la sua scrittrice preferita è “scomparsa” nel fiume. Gwen è convinta di averla scorta per strada, una sera di sette anni prima e da allora nella sua mente abbozza continuamente una lettera, che ha la funzione di un diario o delle confidenze fatte a un’amica e che testimonia le riflessioni e le scoperte che la protagonista fa su se stessa. La Humphreys nasce come poetessa (ha pubblicato quattre raccolte vincitrici di svariati premi) e il suo stile ne è profondamente influenzato: le sue descrizioni, sia della natura che dell’animo umano, sono infatti poetiche senza diventare stucchevoli, e mostrano un uso sapiente della parola, che dice con sincerità, cesella stati d’animo e al contempo non è mai fuori misura. Il giardino perduto è un romanzo breve, che si legge in poche ore, ma che tratta di emozioni umane e di interrogativi esistenziali in modo così brillante che la memoria del racconto riecheggia a lungo nel cuore e nella mente del lettore.