Febbraio 2007 RUMORE Scott Heim di Claudia Bonadonna 1966. Un’infanzia trascorsa nel Kansas “piatto come la scena iniziale del Mago di Oz”. Una famiglia “Classe molto disfunzionale, strana, ma anche a suo modo straordinaria”. Outsider: “il genere di persone e, in ultima analisi, di personaggi con cui riesco a relazionarmi meglio, il genere di cose di cui voglio scrivere…”. Il talento letterario come fuga, la voglia di raccontare la provincia profonda che fa dell’America “un paese terminale, pazzo e cattivo”. Narratore e poeta (con la raccolta “Saved from Drowning, il romanzo di prossima traduzione italiana “In Awe” e quello in via di conclusione “We desappear”), Scott Heim ha conosciuto la fama soprattutto grazie alla riduzione cinematografica che il regista di “Doom Generation” Gregg Araki ha fatto del suo primo romanzo (e scorso dilbro del mese) “Mysterious Skin”. Una storia dura e sognante di omosessualità e pedofilia, di innocenza violata e mai del tutto perduta, di memoria cancellata e riconquistata, di identità da negoziare attraverso rabbia e dolore. Un allenatore di football e due ragazzini vittimizzati, Scott e Neil, divenuti adolescenti opposti e problematici. “Mi interessa raccontare il modo in cui un evento traumatico riesce a plasmare non solo la vita di chi lo subisce, ma anche di tutti coloro che gli vivono intorno”, dice Heim. Il sesso – messo in scena con precisione e candore – come forma narrativa di scoperta: “Un modo di mettere in luce gli aspetti profondi della natura umana. Perché è attrabverso il sesso e la violenza che la vita segreta delle persone viene allo scoperto, che la loro ‘verità’ viene svelata”. Mi interessa moltissimo esplorare la psicologia sia delle vittime che dei carnefici” - spiega ancora Heim – “Mostrare quanto certe azioni costino in termini di ‘consapevolezza umana’, cercare ragioni e conseguenze…”. Un manifesto di scioccante poesia. |
