Mysterious Skin - Italia dei Valori


07/01/2007 Italia dei Valori

"Mysterious skin" di Scott Heim

di Adriano Angelini

Che l’adolescenza sia un periodo travagliato è risaputo. Che venga anche influenzata dai contesti sociali in cui uno si ritrova a viverla è ugualmente noto. Se poi questo periodo viene trascorso in una cittadina sperduta del Kansas, negli Stati Uniti e ci si trova a dover affrontare la propria omosessualità con alle spalle un’esperienza di pedofilia e famiglie disgregate o inesistenti, le cose potrebbero complicarsi notevolmente. Una storia simile ce la racconta Mysterious Skin, folgorante esordio narrativo dello scrittore americano Scott Heim (nato proprio ad Hutchinson, Kansas), romanzo uscito nel 1995 oltre oceano ma pubblicato in Italia solo a Novembre scorso per merito della giovane e accorta casa editrice Playground. I protagonisti hanno tutti meno di 20 anni e la storia si snoda in un arco narrativo di 10 anni, dall’81 al ‘91. A 8 anni Neil viene seviziato dal suo allenatore di Baseball e non potrà più dimenticare. Alla stessa età Brian smette di giocare in quella squadra e, dopo essersi ritrovato nel sottoscala di casa propria, ferito e incosciente, inizia a subire violente perdite di sensi e memoria e non potrà più ricordare. Brian, appassionato di ufologia, crescendo imputerà questi strani fenomeni a un presunto rapimento alieno, accreditato dall’apparizione di un’astronave madre a cui in una serata d’estate lui, sua madre e sua sorella assisteranno. Neil al contrario inizierà a prostituirsi, conoscerà Wendy, la sua amica del cuore e si trasferirà a New York. Dopo un po’ entrerà in scena Eric, adolescente inquieto e orfano che vive coi nonni. Eric è innamorato di Neil ma dopo la sua partenza troverà in Brian, che però omosessuale non è, un valido compagno per evadere dalla routine della sua piattezza scolastica.
Mysterious skin è un romanzo le cui motivazioni del suo innegabile fascino appaiono assolutamente inspiegabili, di primo acchito. Ma più si va avanti più ci si accorge che la ragione è probabilmente celata in quell’aggettivo del titolo: misterioso. A farla da padroni sono i sentimenti che legano, o separano, a volte intrecciano i personaggi. Personaggi formidabili come Avalyn, la donna intervista dal programma Tv sui misteri in merito al suo rapimento alieno e di cui il primo Brian, quello convinto che anche lui fosse stato rapito, vorrà incontrare a forza, fino a diventarle amico. Oppure la mamma di Neil, impaurita dalla sua solitudine di donna un po’ hippie, che accetta l’omosessualità del figlio a patto di non parlarne, troppo fragile per farsi venire il sospetto che possa prostituirsi. Oppure ancora la mamma di Brian, che di mestiere fa la guardia carceraria e in casa sfoggia le sue pistole con orgoglio maschile. Personaggi le cui solitudini spiccano nelle loro piccole ossessioni quotidiane. Ossessioni che, in un’inseparabile e invisibile catena genetica, passano dai genitori ai figli, ai parenti, agli amici come insetti fastidiosi, che impongono la ripetizione del gesto, alimentano il tormento; a volte, però, quando si riesce ad aprire gli occhi su di loro, aiutano a crescere. Mysterious skin, che nel 2005 è stato anche un film di discreto successo di pubblico, diretto da Gregg Araki e vincitore del Seattle Film Festival, è un libro che racconta una tematica tremenda come la pedofilia con una leggerezza soave, scevro dai sensazionalismi truculenti a cui ci ha abituati la stampa, o dalla retorica spicciola dei soliti esperti. Come trattasse l’orrore con grazia. Il che, di questi tempi, non è poco.