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Torna al romanzo la scrittrice canadese Helen Humphreys con Il canto del crepuscolo, un romanzo che intreccia i drammi umani e la vita del mondo naturale.
Il romanzo è ai vertici delle classifiche di vendita in Canada da alcune settimane

“Il canto del crepuscolo rasserena coloro che sono stati brutalmente segnati dalla guerra, che ancora sopportano di vivere – e di godere – dei piccoli piaceri di un nuovo giorno. Con la sua tipica prosa – meravigliosamente limpida – la Humphreys ci convince della forza dei più deboli.”
– Emma Donoghue

“Ne Il canto del crepuscolo la guerra e le tragedie umane che ne scaturiscono entrano in contrasto con il mondo della natura, prima distante, estraneo, ma infine salvifico. Il romanzo è illuminante su questo – è limpido e allo stesso tempo complesso. Una gemma.”
– Jo Baker

“Sono davvero lieta di avere trascorso delle ore su questo romanzo. Non mi capitava da tempo di arrivare alla fine del libro avendo la sensazione di aver ricevuto tanta vita, dolore e bellezza in un numero così ridotto di pagine.”
«Boston & Globe»

“Con la sua prosa semplice, la Humphreys racconta una storia familiare di amore e perdita in guerra, ma rivela una preziosa verità: la natura, nella sua saggezza senza tempo, ha l’abilità di ricordare agli esseri umani la propria umanità, anche nei giorni più bui.”
– «Quill and Quire»

“La Humphreys merita grande apprezzamento per l’intensità emotiva e il lirismo evocativo della sua prosa, solo apparentemente semplice, e per la sua abilità di raggiungere il cuore dei lettori.”
«Kirkus»

Nuova edizione di Cani selvaggi
di Helen Humphreys

Allan Gurganus, Non abbiate paura

“Dirò soltanto che è raro, nella letteratura di oggi, che il tema del sesso venga strappato alle sue solite connotazioni psicoanalitiche, per essere restituito alla sua matrice preconoscitiva. Gurganus vi riesce e perciò lo si ammira.”
L’Espresso – Mario Fortunato

“Più oltraggiosa è invece la perfezione chimica della scrittura che scarnifica i tabù, le ipocrisie, i valori di una società troppo frigida per non essere asfissiante.”
TTL La Stampa – Bruno Ventavoli

“Salutiamo un vero scrittore.”
Vanity Fair – Irene Bignardi

“… E la scena dell’incontro tra due sconosciuti è di un’intensità senza pari…. I racconti di Gurganus sono pezzi di un corpo narrativo, chiamato romanzo, che non c’è più, che mai più sarà ciò che è stato, e che tuttavia, sparsi qua e là per il mondo, in questa forma ci accade talvolta di ritrovare.”
Il Corriere della Sera – Franco Cordelli

Violette Ailhaud, L’uomo seme

“Un manoscritto, poche decine di pagine scritte in patois, un lessico semplice, metafore terrigne e un’enorme potenza icastica. Oltre alla efficacia di una storia che sembra una parabola del vangelo.”
la Repubblica – Elena Stancanelli

“Un racconto strepitoso dall’inizio alla fine.”
Grazia – Valeria Parrella

“Per un’immagine diversa del mondo e delle donne, il bellissimo e breve memoir di Violette Ailhaud L’uomo seme (scritto nel 1919)…”
Internazionale – Goffredo Fofi

“Una piccola perla.”
La Lettura Corriere della Sera – Ida Bozzi

“Una lingua limpida e priva di pudore.”
Il Foglio – Annalena Benini

 


Il cuore a nudo

Michel Tremblay
Il cuore a nudo

Traduzione: Federica di Lella e Lorenza Di Lella
Pagine: 296
Prezzo: 17,00 Euro
ISBN: 978-88-89113-76-9

Jean-Marc ha trentanove anni, è un professore di lettere che ha già molto vissuto e che guarda all’amore con un certo disincanto, stanco persino dei riti necessari per procurarsi incontri erotici. Ma in una serata afosa nella Montréal degli anni Ottanta, in uno dei tanto locali gay della città, incontra Mathieu, un bellissimo ventiquattrenne, commesso nei grandi magazzini Eaton, ma con ambizioni di attore. Mathieu e Jean-Marc si piacciono, nonostante lo scetticismo, per non dire l’astio, che Jean-Marc nutre nei confronti degli aspiranti attori. I due iniziano a frequentarsi tra entusiasmi e dubbi. I dubbi sono quelli di Jean-Marc, spaventato dalla forte differenza di età, e soprattutto dal rischio di mettere a repentaglio la propria autonomia. Da anni, infatti, conduce una soddisfacente routine grazie alla famiglia allargata che ha costruito insieme a una coppia di lesbiche, Mélène (detta la “mamma comune”) e Jeanne. Ma non è solo la differenza d’età, o il timore di infrangere l’equilibrio consolidato della famiglia allargata di Jean-Marc, a rappresentare una complicazione. Dopo qualche giorno Mathieu decide di aprirsi e confessa a Jean-Marc una realtà della propria vita che all’inizio rischia di compromettere la loro storia d’amore, ma che poi finirà per consolidarla ed esaltarla.

“Per me scrivere è come mettere una grossa bomba! All’inizio della mia carriera ho voluto far esplodere la famiglia così come ce la imponevano la società e la chiesa cattolica. Ogni dieci anni cambio posto alle mie bombe, ma la motivazione per scrivere è sempre la stessa.”
Michel Tremblay

Michel Tremblay (1942)
Nato a Montréal, è considerato l’esponente di punta del teatro e della letteratura quebecchesi.
La sua produzione drammaturgica comprende oltre venticinque testi teatrali, tradotti in più di venti lingue. Tra i suoi romanzi ricordiamo: La cité dans l’oeuf (1969); La grosse femme d’à-côté est enceinte (1978); Le coeur découvert (1987); La nuit des princes charmants (1995) e La traversée du continent (2007). Ha ricevuto più di venti riconoscimenti in Canada e in Francia, tra questi l’Ordre des Arts et des Lettres de France, il Prix du Québec (Athanase-David), il Gran Prix Littéraire du Salon du livre de Montréal, il Prix Victor-Morin e il Gran Prix Metropolis Bleu.
Di Michel Tremblay Playground ha pubblicato nel 2012 Il quaderno nero.


Backstage

Gilberto Severini
Backstage

Pagine: 144
Prezzo: 13,00 Euro
ISBN: 978-88-89113-78-3

Lucio Dalla e Balotelli, Cassano e Gaber, Flaiano e Colin Firth, Moravia e Pier Vittorio Tondelli. Ci sono anche loro nel backstage di questo concerto in cui il sentimento della perdita non è mai più forte dell’amore per la vita. In dialogo con il suo editore, Severini racconta le difficoltà di scrivere un libro sulla condizione di orfano: non solo orfano di padre ma anche “della fede. Della politica. Del futuro.” Muovendo dalla propria esperienza, l’autore passa a brevi e fulminanti racconti di amici, conosciuti tra gli anni Sessanta e Ottanta, che erano orfani pur avendo i padri in vita: “Lo dicevamo l’ultima volta che ci siamo visti, Andrea: di orfani con i genitori in vita ce ne sono tanti.” Racconti di ragazzi che nel passaggio epocale dall’Italia contadina a quella industriale “diventavano per scelta orfani del mondo dei padri e dei fratelli maggiori, da cui scappavano ogni sera uscendo di casa.” Ritratti formidabili di individui e di un’epoca, capaci di trasformare Backstage in una ragionata e sintetica autobiografia italiana.
Consapevole, infine, dei tanti anni dedicati alla scrittura, Severini immagina sia arrivato il momento di tentare un bilancio. Lo spiega con una lunga riflessione in cui i ricordi del passato si alternano a irruzioni del presente. La pagina si popola di personaggi, tra realtà e finzione, sconosciuti o noti, citati con rapidi frammenti delle loro opere o ritratti con nostalgia, come l’amico poeta Franco Scataglini, nei cui versi l’autore trova la conferma della propria idea di scrittura.

Gilberto Severini
E’ nato e vive nelle Marche. Ha scritto Sentiamoci qualche volta, Consumazioni al tavolo e Feste perdute, che compongono la trilogia Partners. Del 1996 è Congedo ordinario e del 1988 la raccolta di racconti Quando Chicco si spoglia sorride sempre (Rizzoli, Premio Arturo Loria). Nel 2001 pubblica il romanzo La sartoria (Rizzoli), quindi nel 2002 Ospite in soffitta (PeQuod) e nel 2006 Ragazzo Prodigio (PeQuod).